Da un test del dna la dieta migliore, così raddoppia la perdita di peso

Un test genetico è in grado di prevedere se una dieta possa essere più o meno efficace. Una ricerca ha esaminato 141 donne nell’arco di un anno. Quelle che seguivano un’alimentazione studiata sul proprio Dna perdevano più peso delle altre.

Dimagrire è anche una questione di Dna.

Ed un test genetico è in grado di prevedere se una dieta possa essere più o meno efficace. Perché può accadere che, pur adottando un regime da un ridotto apporto calorico, si ingrassi lo stesso, o quanto meno non si perdano i chili sperati.

Raggiungere una perfetta forma senza troppi sacrifici. È il sogno di chi è perennemente a dieta. Tuttavia, grazie ai progressi nel campo della scienza e della nutrizione un aiuto per individuare un regime alimentare efficace e “su misura”, potrebbe arrivare dall’esame del Dna.

Con un semplice test genetico, non invasivo, è possibile stabilire una dieta “personalizzata”, sulla base delle indicazioni fornite dal nostro genoma.

Ma in che cosa consiste la “dieta genetica” e, soprattutto, funziona? «La dieta genetica si basa sull’interazione tra genetica e nutrizione dell’individuo, al fine di proporre un regime alimentare personalizzato», spiega Roberto Volpe, del Servizio prevenzione e protezione (Spp) del Consiglio nazionale delle ricerche in un articolo sul nuovo numero dell’Almanacco della Scienza Cnr.

«Che la genetica sia importante, lo dice la diversa capacità degli individui di metabolizzare carboidrati e grassi alimentari e, quindi, di accumulare più o meno facilmente peso. E, in effetti, alcuni geni correlati all’obesità sono stati individuati».

Allo stesso tempo, dall’analisi di alcuni polimorfismi sul DNA si può valutare la predisposizione di un individuo ad alcuni infortuni, la propensione ad alcuni tipi di sport ed elaborare così una dieta ed un integrazione sportiva su misura.