Ipersensibilità alimentare: fenomeno sempre più diffuso

A volte capita di soffrire di disturbi ricorrenti o persistenti di cui nn si riesce a individuare una causa : gonfiori, capogiri, cefalea, stanchezza cronica, dermatiti o improvvisi cambiamenti di peso, ma anche astenia, insonnia, forme lievi di depressione. La causa potrebbe essere un’ipersensibilità alimentare, fenomeno che negli ultimi anni si è purtroppo ampiamente diffuso.

 

PREDISPOSIZIONE ALLA CELIACHIA

Il glutine è la frazione proteica di molti cereali (frumento, farro, kamut, orzo, avena, segale, spelta, triticale).

La sua ingestione può provocare reazioni di ipersensibilità se si è predisposti alla celiachia.

L’ipersensibilità al glutine si manifesta con una sintomatologia molto ampia :

  • La forma tipica presenta un quadro di malassorbimento con problemi intestinali, perdita di peso e carenze nutritive multiple
  • La forma atipica presenta sintomi prevalentemente estranei all’apparato digerente (es. comuni disturbi quali crampi, formicolii, gonfiore alle caviglie, dolori ossei, lesioni cutanee, ecc ) Molto frequente è l’anemia da carenza di ferro
  • La forma silente nn presenta sintomi eclatanti e si evidenzia solo con esami specifici

 

SENSIBILITA’ AI SOLFITI

I solfiti, conosciuti oggi anche come anidride solforosa ( E220 ), o siglati come E221 – fino ad E 228, sono sostanze utilizzate come conservanti. Il rischio di venire in contatto con i solfiti è particolarmente alto se si consumano alcuni alimenti quali : il vino e le bevande alcooliche, i prodotti da forno (pane, biscotti, crackers) frutta secca, marmellate, gelatine, sciroppi, succhi di frutta, pesce, crostacei, molluschi, insaccati, conserve, patate e prodotti derivati (patatine surgelate, purea, chips), conserve di pomodoro, caramelle e merendine confezionate.

Negli individui sani, alle dosi comunemente impiegate nell’industria alimentare, l’anidride solforosa è considerata un additivo sicuro. Nonostante questa sicurezza d’uso, l’anidride solforosa e i solfiti possono essere mal tollerati dalle persone ipersensibili ai solfiti. In questi soggetti predisposti, anche quantitativi modesti possono innescare reazioni a bassa tollerabilità a queste sostanze, ad esempio broncospasmo e altre reazioni allergiche.

 

SENSIBILITA’ AL NICHEL

Il nichel è un metallo pesante altamente resistente all’acqua e all’aria.

E’ un elemento onnipresente utilizzato per la fabbricazione di articoli di bigiotteria, accessori di moda metallici in genere, chiavi, occhiali, stoviglie, monete, ceramiche, coloranti per alimenti, detersivi, saponi e cosmetici come il mascara e l’ombretto.

Gli alimenti però rappresentano la principale fonte di contatto con nichel e ne sono particolarmente ricchi i prodotti vegetali. Tra gli alimenti di derivazione animale le uova sono quelle a più alto contenuto.

Le reazioni di ipersensibilità al nichel sono di varia natura : cutanee (dermatiti) o sistemiche (gonfiore addominale, nausea, mal di testa).

 

INTOLLERANZA AL LATTOSIO

Il lattosio rappresenta il 98% degli zuccheri contenuti nel latte e nei suoi derivati. In età adulta un individuo riesce a digerire il lattosio solo se portatore di una mutazione che gli permette di produrre ancora l’enzima necessario a tale processo (lattasi). Chi nn produce correttamente questo enzima avrà reazioni di intolleranza al lattosio derivanti da una difficoltà di digestione.

I sintomi legati all’incapacità di digerire il lattosio sono diversi :

nausea / senso di gonfiore / crampi / meteorismo / rash cutanei / disturbi intestinali

 

SENSIBILITA’ ALLA CAFFEINA

La caffeina è un alcaloide che, favorendo il rilascio di due ormoni chiamati adrenalina e noradrenalina, presenta molti effetti sul corpo umano come l’aumento della frequenza cardiaca e della pressione.

Rispetto alla caffeina le persone possono avere un processo di metabolizzazione lento o veloce. Il metabolismo lento è associato in letteratura ad aumentato rischio di infarto (proporzionale alle quantità assunte) e a problemi nella donna di infertilità e aborto.

 

INTOLLERANZA AL FRUTTOSIO

Il fruttosio è uno zucchero naturalmente presente in frutta e verdura. Il fruttosio è metabolizzato nel fegato, nel rene e nel piccolo intestino. I soggetti intolleranti al fruttosio hanno un difetto dell’enzima che dovrebbe metabolizzare questo zucchero.

E’ stato dimostrato che tanto più precocemente si introduce il fruttosio nell’alimentazione dei bambini che hanno questo difetto genetico, tanto più severa è la reazione dell’organismo.

Nei bambini alcuni sintomi che possono far sospettare un’intolleranza al lattosio sono rifiuto del cibo, vomito e ritardo di crescita, mentre negli adulti sono generalmente di carattere gastrointestinale.

 

SENSIBILITA’ ALL’ALCOL

L’etanolo ( Ch3-Ch2-Oh ), ossia l’alcol etilico, è una piccola molecola costituita da due atomi di carbonio, estremamente solubile sia nell’acqua che nei lipidi.

Grazie alle sue dimensioni ridotte, rispetto ad altre molecole, penetra facilmente nei tessuti entrando nel flusso sanguigno piuttosto rapidamente e, attraverso di esso, si diffonde in tutto l’organismo in breve tempo.

L’alcol etilico, oltre all’acqua, è il principale componente delle bevande alcoliche.

La sensibilità all’alcol nasce dall’incapacità di metabolizzare correttamente le quantità assunte a causa di un difetto genetico che limita la produzione degli enzimi coinvolti nel processo.

I segni e i sintomi più comuni di sensibilità all’alcol sono congestione nasale e arrossamento della pelle.

In alcuni casi la sensibilità all’alcol è associata alla sensibilità ai solfiti.