La Ginnastica Ipopressiva

Il Metodo Ipopressivo ingloba diverse tecniche ipopressive con esercizi posturali sistemici che permettono una diminuzione della pressione nelle cavità toracica, addominale e pelvica. Sono esercizi posturali ordinati e ritmici che permettono l’ integrazione e la memorizzazione dei messaggi propriocettivi sensitivi o sensoriali associati a delle posture e a dei movimenti particolari.
Il Dr. Caufriez nel 2012 definisce un esercizio ipopressivo un esercizio posturale che deve compiere con queste tre premesse:
1. Diminuire la pressione nei congiunti manometrici toracico, addominale e perineale. Misurabile con manometri.
2. Attivare elettromiograficamente, in modo involontario, la fascia addominale e il perineo. Misurabile con elettromiografia di profondità.
3. Provocare una reattività neurovegetativa nella quale si verifica un aumento della noradrenalina. Si verifica con la variabilità cardiaca.

Esiste una classificazione di questo metodo in base allo scopo per il quale viene utilizzato.
Le tecniche di ginnastica ipopressiva stimolano e creano reti neuronali divergenti che provocano una serie di reazioni sistemiche a breve termine, come il rilassamento posturale del diaframma e l’attivazione tonica del perineo e della fascia addominale. Questa azione comincia ed è facilitata da un bombardamento massiccio di influssi propriocettivi, cinestesici e sensoriali veicolati dalle grandi vie afferenti della sensibilità, in particolare quelle del dolore, le vie spino -talamiche dirette che permettono una decodificazione di urgenza e una reattività motoria immediata. Alla base di ciò sta il principio teorico che i propriocettori muscolari dispongono di una direzione sensoriale di preferenza in relazione ad un movimento o ad uno stiramento precisamente orientato, l’allungamento degli antagonisti (Roll, 2003; Ribot e Ciscar, 2002). La somma delle codificazioni specifiche di ogni muscolo sollecitato dalle posture ipopressive permette l’integrazione percettiva a livello del sistema nervoso centrale, assicurando la memorizzazione attraverso la ripetizione ritmica. In pratica, ogni angolo articolare degli arti è stato studiato per rispondere a questi criteri, per esempio la rotazione interna delle braccia con gomiti flessi a 90 gradi e flessione dorsale dei polsi al massimo delle possibilità articolari. In fase di automatizzazione (riflessi condizionanti la postura) la ripetizione quotidiana degli esercizi determina a lungo termine reti neuronali riverberanti (circuiti auto-eccitatori in determinate posture) ( Caufriez M., Fernandez J. C. et al.). E’ molto importante che il tecnico sia abile nel dare le corrette istruzioni verbali; con esse potrà intensificare il coinvolgimento muscolare durante il lavoro e quindi ottimizzare l’apprendimento (Karst e Willeet, 2004). Perciò, anche riguardo alla pratica delle tecniche ipopressive, la qualità delle istruzioni influirà direttamente sugli effetti prodotti. (Pinsach P., Rial T., Chulvi – Medrano I., et al.). Le tecniche ipopressive sono passate da una serie di posizioni statiche di Ginnastica Addominale Ipopressiva, utilizzata come metodo post – partum e terapia usata esclusivamente da fisioterapisti e ostetriche, ad un metodo dinamico, il Reprocessing Soft Fitness, che usa movimenti in costante evoluzione e con un elevato livello di coinvolgimento muscolare, per fornire prevenzione e miglioramenti nella pratica fisico – sportiva ( Pinsach P.). La principale differenza tra la Ginnastica Addominale Ipopressiva e il Reprocessing Soft Fitness, che comunque condividono le basi teoriche, è lo scopo terapeutico della prima e quello preventivo del secondo.

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Dott.ssa Manetti Francesca
Laureata in Scienze Motorie

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